venerdì 28 novembre 2008

de meritocratia_let's talk about it.



"io non ti merito"

let's talk about it.

punto numero uno: nessuno si merita nessuno. ci meritiamo promozioni, pacche sulle spalle, premi produzione, gratificazioni, sorrisi. non ci meritiamo le persone. con le persone ci viviamo.

punto numero due: non sei tu a decretare quel che mi merito io, in ogni caso. sei per caso il mio capo, il mio prof o il mio datore di lavoro?

punto numero tre: non dire balle. se vuoi starmi alla larga, stacci e basta.

punto numero quattro: piantala con quelle cazzate buoniste della serie "la vita è una ruota che gira e quel che dai ricevi". io ricevo solo schiaffi. e sonori anche. sarò nata per quello, chi lo sa? allora fai di me il tuo pungiball, ma quello delle giostre, così anche i tuoi amici possono prendermi a cartoni per allenarsi. e se tanto mi dà tanto, al contrario delle teorie buoniste di cui sopra, il pungiball torna sempre indietro. e se non ti levi da davanti te lo prendi in faccia.

ho un dubbio a riguardo... ma tu... hai capito di cosa stai parlando?

sabato 22 novembre 2008

fai di me quel che vuoi_forse.



"fammi sapere cosa ne vuoi fare di me"

eccola lì, la fatidica frase da non pronunciare mai. lo dico ai maschietti, affinché lo sappiano: a fasi alterne, infatti, le mie orecchie tornano a sentirla.

analizziamola insieme.

-fammi sapere. punto numero uno, presupponi un pensiero da parte mia. senza contare la pretesa che poi lo comunichi a te, attraverso uno dei milioni di mezzi con cui possiamo entrare in contatto.

tutte premesse che possono rivelarsi fasulle.

altro pensiero recondito, nascosto in queste due semplici parolette: hei, aspetto che tu prenda una decisione a riguardo - così non la devo prendere io, hi hi hi... -

pssss, ti devo dire una cosaaaa: cosa ti fa pensare che io voglia prendere una decisione a riguardo??

-cosa. cosa. vedi anche: oggetto. vedi anche: essere inanimato. vedi anche: vuoto d'anima. vedi anche: boh. vedi anche: pensiero laterale slegato da questa analisi.

-vuoi fare. allora, intendiamoci. il VOLERE è parola forte forte forte forte. volli, sempre volli, fortissimamente volli. esplicativo, no? io, di forte, ho solo l'alito la mattina dopo una sbronza colossale, ok? FARE, altro vocabolo altamente pretenzioso. in greco si diceva poiein, o giù di lì, se non ricordo male. che significa creare. io non creo un bel niente, fin'ora ho solo distrutto, ok?

-di me. di te. ok. chi sei tu? partendo dal presupposto che tu esista, e non sia una proiezione della mia mente o un elemento di matrix, non rientra nelle mie abitudini di vita fare qualcosa di qualcuno. gnozi seautòn. poi fammi sapere i risultati della tua ricerca e forse potremo finalmente chiacchierare amabilmente di un argomento interessante quanto spinoso.

conclusione: le parole sono importanti_forse. e io non decido un bel niente_forse.

mercoledì 19 novembre 2008

litigando col pc



"scarica i plug in mancanti"
ecco, un altro che mi dice che manca qualcosa.

"immetti un messaggio personale"
i hope that someone gets my... i hope that someone gets my...

"che fai in questo momento?"
guardo dentro una scatola luminosa. che razza di domande.

"il programma non risponde"
pure lui?? non è che gli sto chiedendo di venire a pranzo dai miei domenica!

"memoria insufficiente"
è proprio un uomo, anche il pc.

"in esecuzione"
ecco, davanti al plotone, su!

"personalizza le impostazioni"
tzè, mica le impostazioni dipendono solo dalle mie personalizzazioni!

"invia/ricevi-invia/ricevi-invia/ricevi"
bastardo/rispondi-bastardo/rispondi-bastardo/rispondi

"esegui:\\backup\foto\2005"
ops, le avevo backuppate!

"salvare le modifiche?"
no guarda, ho parlato a vanvera.

"chiudi sessione"
ecco, bravo, scappa.

martedì 18 novembre 2008

scenette casalinghe



"ma come ha fatto a chiamare suo figlio GLAUCO???"
è andato all'anagrafe e ha fatto un bello bello spelling:

G-L-A-U-C-O.

"che palle sta musica"
io non sopporto, ripeto, NON SOPPORTO chi disturba il mio timpano con considerazioni che non verranno minimamente prese in considerazione nella MIA camera!

"hai sentito? arriva il freddo, mettiti il cappotto"
hai sentito? l'ha detto la tv! aspetta che mi attrezzo, adesso che l'hanno detto in tv... sì che farà freddo!

"questa camera sembra un porcile"
io ci sguazzo ogni giorno nella merda.

"bisogna spaccare la legna, vai tu?"
bisogna spaccare le palle, non devo fare nomi, vero?

"devo andare in bagno devo andare in bagno devo andare in bagno, mi scappa tantissimoooooo"
la strada la sai.

"ma non hai fatto niente tutto il giorno???"
l'invidia può rendere nervosi....

"metti a posto i libri"
i libri sono al loro posto, dove vogliono stare: in giro per la casa a contaminare l'ordine!

"stai seduta composta a tavola"
il culo sulla sedia non basta?

"non giocare a picchiarti come quando avevi 5 anni!"
ok, mi siedo e faccio una bella sciarpina ai ferri. va meglio?

"allora... non ce l'hai... un ragazzo?"
adesso parte il terzo grado sui motivi per cui ero ubriaca sabato mattina.

"dai... uscirai pure con qualcuno... no?"
sì, quando porto a spasso il cane esco con lui. bè?

"allora perchè hai dormito fuori la scorsa settimana???"
dormito?? e chi ha dormito???

"non usare quel tono con me!!"
ok, dammi il LA così mi accordo alla tua, di tonalità.

"guardami in faccia mentre ti parlo!"
dicevi?


"questa casa non è un albergo!"
cooooosaaaa?? voglio parlare col direttoreee!!!

"forza, fuori i soldi del riscaldamento"
oh, cazz, ma non è solo ottobre??

lunedì 10 novembre 2008

un tir in faccia



"ha imparato a leggere da sola!"
deve essere per forza un vanto?

"saluta la zia"
io non saluto le vecchie galline.

"quando inizi ad andare all'asilo?"
quando apre. no?

"non si dice "ciao" al dottore"
c'è un saluto apposito per i dottori?

"alzati in piedi quando entra la maestra"
è l'ora di ginnastica?

"sua figlia può fare quel che vuole nella vita"
certo, come no.

"tu ti fai troppe domande"
ok, aspetta un attimo che spengo il cervello.

"te ne devi fregare"
e diventare come te?

"tu ti aspetti troppo da me"
ok, scusa, quando hai qualcosa da darmi fammi uno squillo che ripasso.

"Giò... stai buona"
sono un cane?

"quanto ci metti a farti una doccia?"
il tempo che ci vuole.

"ti vuoi dare una mossa?"
ti faccio un balletto?

"quando ti decidi a concludere qualcosa nella vita?"
se concludo, ho finito>quando concludo sono morta. o no?

"quando metti la testa a posto?"
quando vedrò i tuoi neuroni in movimento.

"sei troppo giovane per volere un figlio"
ah scusa, non ho letto l'ultimo capitolo del manuale delle giovani marmotte.

"pensa, tira fuori qualcosa"
#@!*§#!!!

"lasciami perdere"
e se poi non riesci più a tornare a casa?

"chi ti credi di essere"
eh?

"non essere negativa, attiri negatività"
e tu non essere stronzo, attiri gli stronzi.

"tu hai talento"
in cosa, scusa?

"non sprecare il tuo talento"
sprecare? talento? non stiamo parlando delle risorse idriche mondiali.

"non sei nessuno, come tutti"
io è un altro, lo zero non esiste, niente è nulla, tutto è mioooo...

"è arrivata miss positività"
un "ciao" era più che ottimo come saluto. mi bastava anche solo un cenno di capo. e silenzio.

"devi uscire stasera"

oh cazzo, uno non può avere sonno?

"non fare tardi anche stasera"
oh cazzo, uno non può non avere sonno??

"scollati da quel monitor"
forse è più simpatico della tua faccia.

"non leggere al buio che ti rovini la vista"
ma se son quasi cieca...

"pensa alla salute"
e tu pensa ai cazzi tuoi.

"contiamo su di te"
uno, due, tre...

"non ti fai mai sentire"
lavati le orecchie, ti chiamo da anni.

"non mi chiudere"
non posso, non so dov'è la tua serratura.

"non avere fretta"
no figurati, tanto abbiamo tutto il tempo del mondo prima di stasera, giusto?

"non ti agitare"
non sono agitata, cazzo!

"Giorgia, alla lavagna"
che palle, non si ricorda nessun'altro nome sto qui?

"è un po' che non ci vediamo"
era sempre sera, forse mi confondevi con un'altra?

"perché non sei venuta?"
perché altrimenti altre 10 persone come te mi avrebbero chiesto "perché non sei venuta"?

"sua figlia è in gamba, ma non dà mai il 100%"
esageruma nen.

"perché hai smesso di suonare?"
perchè niente dura in eterno, nemmeno la tua pelle.

"perché non vai più a danza?"
ripeto: niente dura in eterno, nemmeno la tua pellaccia!

"qual è il tuo problema?"
perché lo devo raccontare a te?

"tu cosa ne pensi?"
niente, ok?? niente!!!

"vai a comprare in quel negozio??"
una legge lo vieta?

"ascolta quell'album"
sennò?

"leggi quel libro"
sennò??

"guarda quel sito"
sennò???

"vai in quel locale"
sennò????

"lascia che le cose accadano"
veramente non succede mai un cazzo.

"tu sbagli"
e chi non?

"cosa vuoi che sia?"
minimizziamo sempre, eh?

"tu esageri"
e tu minimizzi.

"come fai a non ricordarti?"
ok, vado un attimo a fare una seduta di ipnosi, ok?

"sei una rompipalle"
e allora non parlarmi.

"perché hai scelto questa facoltà?"
perché ci deve essere sempre un perché?

"sei una musona"
e allora non guardarmi il muso.

"senti chi parla!"
guarda chi ascolta!

"non parli abbastanza"
e tu parli troppo.

"sei logorroica"
e tu non sai argomentare le tue motivazioni.

"non mi guardare così"
ok, vado dalla strega del mago di oz e vedo se ha qualche nuova testa da prestarmi, magari ne trovo una con gli occhi azzurri.

"basta volerlo"
a me non basta.

"certo che puoi"
certo? certo?? certo???

"è già passato il nuovo trip?"
è un trip. inizia, finisce. anche la tua vita è così, ci hai mai pensato?

"cosa hai votato?"
noto una leggera ironia.

"Giò, tutto bene?"
no. no è no.

"ah, ma lei se la cava da sola"
certo. allora inizia a farmi vedere come si fa.

"eccola qui, la nostra giornalista preferita!"
ma ingoiati il cervello.

"tu sei completamente pazza"
e tu completamente idiota.

"tocca a te"
ecccheduecoglioni.

"che gnocca"
che cretino decerebrato.

"eh ma io devo guadagnare per forza più di te"
sì, devi guadagnare punti nella classifica dei dementi.

"se inizi così, inizi male"
allora pensa come finirò.

"non ti fare paranoie"
no, tranquillo, il mondo funziona in maniera così lineare...

"ti piace mangiare, eh?"
e a te piace essere scemo, eh?

"ma quanto bevi?"
quanto basta per non riconoscere la tua faccia.

"togliti quella maschera scura dal volto"
e basta con le metafore, non è una maschera, sono le mie occhiaie.

"sei sotto ciclo?"
no, sono incazzata. va bene?